Haibane Renmei, condannate a consolare. Un capolavoro.

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Le mie ali erano d’oro quando mi svegliai, la donna che mi accolse mi disse : Che tu sia benvenuta, noi Haibane siamo condannate ad espiare.

Benvenuti nel mondo di Haibane Renmei, collocato in un non ben identificato 1800, in una città dalle mura alte dove ogni ragazza di questa magione ha le ali e l’aureola. Non è un’opera immediata Haibane Renmei, cosa dettata dal suo ritmo molto lento e da una inquietudine di fondo sul destino ma soprattutto, sul passato di queste Haibane che non ci viene mai narrato se non tramite qualche Flashback. A cosa servono queste donzelle dalle Ali d’Oro che rischiano di tramutarsi in Ali nere? Non ci viene mostrato direttamente, possiamo intuire una sorta di ascensione o meglio purificazione dello spirito per queste “suicide” ?

Un’opera che lascia il segno soprattutto nelle battute finali dove in qualche modo inconsciamente iniziamo a credere in un Dio misericordioso.

E le mura cosa rappresentano?

Un viaggio onirico, quasi dantesco, ed è impressionante notare come il viaggio spirituale dalla divina commedia in poi abbia preso piede, oggi involontariamente tutti copiano l’opera dell’Alighieri, come vedete non siamo solo una mandria di cafoni campagnoli.

Delicata come la voce di Masumi Itou che ci accompagna nell’ending.

La trama da Wiki:

La serie comincia con due scene. Una riguarda una giovane ragazza che cade dal cielo con un corvo che tenta di fermarla, non riuscendoci. L’altra incentrata su un gruppo di Haibane che trovano un bozzolo in una stanza e si preparano alla sua rottura. Appena viene scalfito ne esce una massa enorme di liquido che porta fuori la ragazza che stava sognando di cadere. Questa viene portata nella stanza degli ospiti e viene accudita dalle altre Haibane, che la chiamano Rakka (caduta), poiché è uso comune per le Haibane portare il nome del sogno fatto nel bozzolo. Rakka viene accudita da Reki, una delle più anziane, nel momento in cui le sue ali spuntano fuori dalla sua schiena (evento particolarmente doloroso). Le viene poi posata sulla testa una aureola e fissata momentaneamente con del fil di ferro.

Col passare del tempo Rakka scopre di vivere in una città completamente circondata da alte mura, che non possono essere oltrepassate (toccarle può persino portare alla morte). Nella città, popolata da esseri umani, le Haibane devono trovare un lavoro e con questo pagarsi indumenti (esclusivamente usati) e cibo, tramite un taccuino (è vietato loro l’uso del denaro) su cui annotano le spese. Le leggi che regolano la vita delle Haibane vengono promulgate e fatte osservare dalla Haibane Renmei.

Next up: Roba forte! ABARA di Tsutomu Nihei

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