Angel Beats, la vita oltre la morte.

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Di questo anime ne avevo già scritto anni fa su di un altro blog e quindi prendo pari pari quello che dissi. Buona lettura.

Ieri ho effettuato una di quelle operazioni eroiche. Nell’arco di tutta la giornata  ho rivisto Angel Beats della Key Visual. Come quelli che mi conoscono sanno io sono molto legato ai prodotti di animazione proveniente dalla nota casa di visual novel. Angel Beats è del 2010  praticamente l’ho rivisto dopo 4 anni dalla sua uscita.

Spenderei un paio di righe per esprimere la mia opinione su Angel Beats. Ovviamente rivolta a chi l’ha visto. Se qualcuno di voi non l’ha visto andate avanti se no vi beccate uno spoiler gigantesco.

Dopo il successo stratosferico di Clannad e delle altre due novel precedenti Air e Kanon, Jun Maeda fa uscire in versione animata (2010) Angel Beats. I fan della casa hanno atteso con trepidazione questo anime dai contenuti relativamente originali. Ricordiamo che Clannad era terminato nel 2009 quindi il lasso di tempo è stato brevissimo. Uno degli errori del fan medio è guadare AB con gli occhi di uno che ha amato le tre precedenti. Errore commesso pure da me all’epoca. Dopo 4 anni le cose sono cambiate. La trama credo la conosciate tutti. Otonashi Yuzuru si sveglia in un oltremondo, ricorda poco, qui c’è la brigata SSS con il suo leader Yurippe, ovviamente la citazione da Haruhi Suzumiya è mostruosa, ma si limita solo a questo, i due personaggi in realtà sono diversissimi. Il pensiero di Haruhi non ci viene mai raccontato, quello di Yurippe si. Questa brigata di studenti che devono vivere nell’oltretomba una vita spensierata per poter infine reincarnarsi, dato che nella vita precedente non hanno avuto una gioventù degna di questo nome. Sono tutti liceali. Uno dei ponti che fanno i fan è collegare questa tipologia di trama ad Haibane Renmei. Sicuramente spunto da lì è stato preso , sarebbe da stupidi negarlo, ma il conept anche qui è diversissimo. In Haibane Renmei le angiolette non sono lì per vivere la gioventù che hanno mancato in qualche modo, sono li per espiare. Quasi tutte le protagoniste di Haibane sono suicide e in qualche modo devono purificare l’anima per poter ascendere alla gloria celeste. Yurippe ce lo dice quando racconta la sua storia in AB : “No, non mi sono suicidata, qui non ci sono anime suicide”, quasi a volerci dire che ” si ok, ci siamo ispirati ad HR ma la storia è diversa”.

Un’altra delle critiche fatta ad AB è sulla sua brevità. Critica che faccio anche io. Molti volevano una storia più lunga per poter vedere il passato degli altri protagonisti. Personalmente non mi allineo a questa filosofia, anzi, vedere tutte le storie sarebbe risultato totalmente didascalico ed a lungo andare noioso, immaginiamo una serie di archi come quello incentrato intorno a Yui con Otonashi che ogni puntata fa il salvatore della patria. Al massimo 24 episodi servivano per farci conoscere meglio i protagonisti principali e sviluppare loro in modo da farceli davvero mancare nel finale “Graduation”. Ottima l’idea di non creare il solito triangolo amoroso, anzi Yuri non è interessata ad Otonashi, i suoi motivi la spingono a voler salvare tutti, lei che non era stata in grado di salvare i suoi fratelli da quell’atroce omicidio mostratoci in tutto il suo dramma, lei che voleva essere sorella maggiore, infatti nella “cerimonia finale”, i suoi abbracci e le sue lacrime vanno a Kanade.

Certi punti lasciano il mistero. Yui ed Hinata. Storia bellissima tra l’altro. Yui ricalca in toto 2 personaggi vecchi della Key: Ayu Tsukimiya (Kanon) e Fuko Ibuki (Clannad). Perché parlo di mistero. Le due eroine appena citate condividono un destino particolare: Sono entrambe in coma. Ayu per la famosa caduta dall’albero e Fuko per l’incidente, nel finale della storia di Yui dopo la proposta di matrimonio di Hinata, lei ci racconta la sua storia come se fosse ancora viva dicendoci io sono bloccata a letto, non posso muovermi, mia madre si spende per me etc etc, e lo stesso Hinata, non ci parla della sua morte ma nel suo arco ci viene mostrato l’utilizzo di stupefacenti. Probabilmente, e dico probabilmente, in realtà i due personaggi non sono morti ma sono in coma. Colori pastello e lacrime quando ci viene mostrato il loro incontro.

Arriviamo al tanto criticato finale. Mi permetto di fare una piccola critica ad i nostri connazionali. Guardare l’animazione giapponese con occhi da occidentale non serve. Angel Beats è stato criticato moltissimo in Italia, poiché se a noi non ci spiegano le cose col cucchiaino non ci arriviamo. Andiamo con ordine che espongo la mia visione del finale.

In questo mondo non ci appare Dio. Viene citato, per un occidentale potrebbe esserci il limite con la blasfemia quando l’Hacker con gli occhiali ci dice: “E per piacere chiamatemi Cristo”, noi la vediamo come una bestemmia per il fatto che il nostro concetto divino prevede un Dio lontano intoccabile, quello Giapponese prevede una serie divinità che sono intorno a noi, basta guardare Noragami, Gingitsune, Red Data Girl e tanti altri. La chiave di lettura del finale è l’inizio di AB. Otonashi quando si sveglia ha indosso una divisa da studente comune. Molti hanno trovato inconcepibile il fatto che Kanade fosse li con lui quando lui era morto molto prima. Ovvio. Torniamo all’episodio 12 quando Yurippe incontra il software, cosa ci dice quest’ultimo : “Il programmatore (non Dio), di questo mondo ha cancellato le sue memorie, poi ad un certo punto ha trovato l’amore ed un bug è  entrato nel sistema, in questo mondo di transizione l’amore non deve esistere”. Il programmatore di quel mondo è Otonashi! Quando lui è morto ha realizzato una vita piena e donando i suoi organi ha in qualche modo trovato un senso al suo essere. Il suo desiderio di aiutare deve avere (ovviamente non ci è spiegato) portato la sua anima a creare una sorta di purgatorio ad aiutare quelli che non hanno vissuto una vita felice, e ce lo dice nell’ultimo episodio quando chiede a Kanade di restare con lui ed aiutare altri a trovare la propria strada. Auto relegatosi al ruolo di NPC “risorge” nel mondo da lui creato quando compare Kanade, quest’ultima infatti è l’unica che può avere difficoltà ad ascendere alla pace e questo perché per farlo deve ringraziare colui che le ha donato il cuor, quell’Otonashi che ama. In questo modo la critica agli sbalzi temporali presunti viene a cadere, molti potrebbero pensare che alla fine pure Kanade è staat sfigata, questo per il fatto che la vedono da liceale, ma ricordiamo che non ci viene detto niente su di lei, chi può smentire il fatto che magari abbia vissuto tutta la sua vita vecchiaia inclusa? Le leggi di quel mondo sono diverse, ce la fanno apparire come liceale solo per poterla fare interagire con Otonashi in fin dei conti è solo una licenza poetica, vi immaginate una di 80 anni che dice ad un 18enne che lo ringrazia e che l’ama?

Ecco alla luce di ciò credo che si possa rivalutare AB per i suoi contenuti e la sua struttura. Non è un capolavoro sia chiaro. Da ossessionato quale sono di Clannad e Kanon , AB ne esce con le ossa non rotte, ma fatte in poltiglia. Però guardarlo superficialmente non porta da nessuna parte.

Questo è quello che io penso di Angel Beats, un’opera di poesia che va interpretata e come molte delle opere che propongo non ha segni chiari.

O la si ama o la si odia. Fatevi coccolare.

Next UP: Low di Rick Remender

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