Il trono ombra di Django Wexler – Fanucci

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Finalmente mi trovo a recensire una saga che sto apprezzando e che spero non porti ad un finale pieno di fuffa. Parlo della Shadow Campaign di Django Wexler autore con questo secondo romanzo del suo ciclo di un autentico fantamondo politico e magico.

Stanchi dei soliti fantasy dove un ragazzino di 15 anni salva il mondo da qualsiasi cosa? Permettetemi un’opinione altamente divisoria, ma, io non credo che 4 ragazzetti di 15 anni possano risolvere la situazione in Siria, troppo duro?  Beh , questo ci raccontano in fin dei conti i libri fantasy, Young adult etc, etc, che personalmente trovo abbastanza inutili, ma i gusti sono gusti.

Dopo il grande “I Mille Nomi” questa volta siamo a Vordan dove il Re sta morendo ed il trono deve passare nelle mani della figlia Raesinia che deve fare attenzione al Duca Orlanko. Raesinia però ha un po’ di scheletri nascosti nell’armadio ed unico suo alleato (apparentemente), quel fico immenso di Janus!

Alzi la mano chi non legge la saga solo perché c’è Janus! Ambiguo e carismatico personaggio che in realtà, se ci pensate bene, non appare in tantissime pagine, ma quando appare fa i miracoli e catalizza l’attenzione. Alla fine del romanzo si lascia uno spiraglio su una possibile ambiguità del conte di Mieran, buono o cattivo? Lancio un’ipotesi; secondo me Janus vuole carpire il segreto dei mille nomi per diventare una sorta di demone onniscente. Quindi dal punto di vista umano sarebbe cattivo e se lo fose io spero solo che alla fine trionfi, poiché nella vita reale, il bene non vince sempre, tutt’altro.

Wexler gettà le basi per una saga lunga con un romanzo di passaggio dove di carne al fuoco ce n’è veramente tanta, tra i segreti di Raesinia, al Pontefice del Nero, alla storia di Marcus, c’è anche Sothe che non scherza. Sul finale dell’opera un personaggio che era apparso velocemente nel primo libro ricompare e qui termina il tutto con un cliffhanger.

Ottimo il lavoro storico che ci permette anche di collocare a livello temporale lo scritto e chiaramente Wexler prende a piene mani dalla rivoluzione francese, ci piazza in mezzo anche un ipotetico Robespierre (Maurinsk?), a voi capire chi è oltre ad un certo Danton (citazione dovuta).

Le donne sono fondamentalmente le protagoniste di questo libro, Sothe, Raesinia, la nostra Winter (che risulta meno carismatica rispetto al primo), i Dorsi di Cuoia, le amiche di Raesinia, tutto sa di donna in questo romanzo.

Wexler ci descrive un mondo veritiero fondamentalmente, non fantasioso dove la magia non domina ma è lo strumento per raccontare una storia. Il Trono Ombra si rivela un ottimo romanzo, leggermente inferiore secondo me ai Mille Nomi poiché ha aspetti più politici e meno epici, ma chiaramente è un romanzo di transizione e nelle ultime 100 pagine si scatena, attendiamo il terzo volume che è già uscito negli Usa da un po’ mentre addirittura il quarto è in rampa di lancio.

Confidiamo nella Fanucci.

PROSSIMO ROMANZO:  Il trono della luna crescente di Saladin Ahmed

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In lettura attualmente: Nameless.

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