Tex SAGA: I RIBELLI DEL CANADA 203-207

Ogi spendo qualche parola in più rispetto al solito. Odio in genere le recensioni lunghissime, quelle che ti sfiancano che non vedi l’ora che finiscano. Oggi parliamo di una delle saghe più belle di Tex. Molto apprezzata ma non apprezzata quanto dovrebbe. Il problema di Tex è uno: i lettori di Tex. Troppo classicisti. Vogliono un Tex integro, bello, potente , imbattibile, per voi c’è Dragon Ball e quelle menate giapponesi da lotta libera. Non ho nulla contro i giapponesi ma gli eroi  belli e puri mi irritano. Naruto e smili, trovo più interessante Death Note, e comunque non tutto quello che sforna il Giappone e degno di nota, come non tutto quello americano è degno di nota. Ma per noi l’erba del vicino è sempre più verde. Tornando a Tex. Il tutto parte da un fatto storico realmente accaduto, ovvero, una ribellione dei Métis intorno al 1885 se non erro. L’indipendenza dei francofoni, l’odio per i britannici, roba che ancora oggi fa discutere in Quebec che cerca la secessione a tutti i costi. Un Tex non supereroistico, ma spesso pessimista accompagnato da un grandissimo Jim Brandon che gli fa da spalla. Non si sente la mancanza di Kit, del figlio e di Tiger Jack. In due bastano ed avanzano. Un’avventura epica che si dipana in quasi quattro albi, disponibile in Mondadori a volume unico. Il ritmo ogni tanto rallenta. Ed è un bene, Nolitta non va i fretta ma ci fa vivere i personaggi, da Donovan al realmente esistito Big Bear a Goudret che sembra John Lennon o un qualunque Hippie dei 60’s. Il sangue score a fiumi, i massacri sono evidenti, scene raccapriccianti di scalpi, torturati anche su un palo dai Mohicani, Tex e Jim passeranno tutti gli episodi a rincorrere i fuggiaschi che intanto racolgono consensi. I dialoghi come detto sono giusti, Tex ammicca addirittura alle donne. Il problema è che a quelli di vecchia data tutto questo non piace. Il problema sussiste ancora oggi. Tex ha bisogno dell’Ellis di turno del Miller che rinnovi il personaggio Dobbiamo iniziare a vedere un Tex stanco di sparare e che voglia dedicarsi al riposo ed alla pace, come per Hulk quando fu indagato il suo reale rapporto con Banner oggi in Tex manca quella scintilla, si sa che da metà 400 in poi c’è stato un calo e che il meglio aaccade tra 50 e 300 con qualcosa in 400 e poi il nulla, lo dimostrano gli ultimi numeri. La serie 600 ad ora si dimentica facilmente. I ribelli del Canada è una perla da non lasciarsi sfuggire, un prodoto tutto italico che nulla ha da invidiare agli stranieri. Ma al solito noi guardiamo fuori.

Eppure a me risulta che Sergio Leone sia italiano.

IMPRESCINDIBILE

5 SU 5 con lode.

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